Gli effetti e la cancellazione del

Effetti e cancellazione del protesto

Il protesto è presupposto fondamentale per dare il diritto al portatore del titolo di poter esercitare l'azione di regresso nei confronti degli obbligati di regresso e cioè traente, giranti e loro avallanti.

Gli effetti del protesto dipendono dal titolo di credito: se si tratta di assegni bancari o postali, oltre agli effetti civili tipici dell'inadempimento a carico del protestato (interessi di mora oltre le spese di protesto, possibilità di procedere al pignoramento previo precetto ecc), il nome del debitore viene incluso nell' archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento, istituito presso la Banca d'Italia con D. Lgs. 507/99 e regolamentato dalla relativa normativa di attuazione con la conseguente interdizione di emettere assegni per la durata di sei mesi, chiamata revoca di sistema.

Nello stesso tempo viene attribuita una sanzione amministrativa che potrà essere evitata disponendo il pagamento dell'assegno entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo.

I dati del protestato vengono inoltre inseriti nel registro informatico dei protesti tenuto presso le Camere di Commercio, per la durata di cinque anni al termine dei quali viene automaticamente cancellato.

Dal 2000, nel caso in cui il protestato voglia ottenere la cancellazione prima dei cinque anni, dovrà presentare, entro un anno dalla levata del protesto, un'istanza di cancellazione presso l'Ufficio Protesti della Camera di Commercio competente per zona, allegando la quietanza di pagamento dell'assegno con firma autentica.

La richiesta verrà esaminata entro venti giorni e, se accolta, determinerà la rimozione immediata del nominativo dall'elenco.

Qualora il pagamento del debito avvenga invece dopo un anno dal protesto, fermo restando che nel frattempo non siano maturati nuovi protesti, occorrerà conseguire la cosiddetta "riabilitazione" che, se concessa, determinerà ugualmente la cancellazione dal Registro.

L'istanza di riabilitazione va presentata al Presidente del Tribunale, che è dotato di appropriati poteri per decidere in merito.

Anche per la cambiale è prevista analoga procedura anche se,per il protesto della cambiale, non è prevista alcuna sanzione amministrativa né revoca di sistema.